Prof o no prof?

Una distinzione cui gli uomini pongono un’evidente attenzione.
Meno evidente è invece capire su quali parametri, tale distinzione venga fatta.
Basta avere un’altra attività, non fare dell’escorting un lavoro a tempo pieno per essere definite “no prof”?
Allora non sono una professionista.
O magari è sufficiente non farlo in modo continuativo, seppur non avendo occupazioni alternative, ma accontentandosi di pochi incontri, in un contesto in cui il “pochi” è definito da un numero associato ad un profitto economico ?
Chi è una professionista?
Un’ipotetica Lei che incontra, senza fare una selezione dettata dal proprio piacere, decine, centinaia di uomini al giorno?
Non sono una professionista.
Un’altra ipotetica Lei che si dedica al piacere minuziosamente, non tralasciando dettaglio alcuno, senza mai venir meno a quanto pattuito?
Allora sì, sono una professionista.
Una che non è alle prime esperienze?
Lo sono di nuovo.
Una mossa solo da desiderio economico?
No, non sono una professionista.
Penso che l’attenzione che gli uomini dedicano a questa differenziazione sia, per lo più, dettata da un’ordine di idee che vede valida l’equazione professionista= rapporto freddo, meccanico, scarso coinvolgimento.
Ancora.
Se questa è la tua definizione di professionista…
No, non lo sono.
Personalmente, da donna, mi domando se sia poi sensato pensare che una studentessa o casalinga mosse da necessità, la cui disponibilità è dettata da una non disponibilità, dall’incapacità di arrivare a fine mese…siano più passionali e meno fredde di una navigata escort che altra fonte di reddito non ha.
Non credo, ma è solo la mia opinione.
Io penso, au contraire, che possa allora essere più passionale una escort che però gode di un qualcerto successo, che ha raggiunto un benessere tale da non dover continuare nell’esercizio, ma lo fa.
Però in tal caso può esser vero che il suo perseverare sia dettato da abitudine, dipendenza seppur psicologica o narcisistica.
Su cosa farei allora io la selezione?
“Necessità, bisogno”.
Laddove c’è necessità non può esserci passione.
Di qualsiasi necessità si tratti, fatta forse eccezione per quella egoica che assumerà sempre e comunque per forza connotati edonistici, in una sua unica sfumatura: quella di esercitare e godere del potere di far godere.
Ecco.
Per me, senza stare a definirmi, ma lasciandolo fare a voi secondo la vostra personalissima idea di “prof o no prof”, la scelta deve essere dettata sia nel caso dell’uomo che della ragazza solo e unicamente dal piacere, nelle sue più svariate e molteplici sfumature.
Se edonista e professionista divengono sinonimi, non importa che tu sia pagante o pagato. Sei professionista dell’eros, la scelta giusta per chi come te è consapevole che il piacere fisico è veicolato da quello mentale.
Spogliarsi prima di spogliarsi.
Spogliarsi due volte.
Veramente.
E professionista allora assume una connotazione estremamente positiva, unica.
Ti ci rivedi ?

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