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Gli uomini…

 

Gli uomini sono quanto di più vicino a Dio ci sia al mondo. 


Con un’unica differenza: sappiamo che esistono.


Lo sappiamo perché ce lo ricordano sempre.


A volte ci piace, a volte no.


Ma ci sono sempre.


E ce lo ricordano.


Notandoci, ignorandoci.


Ce lo ricordano guardandoci troppo o troppo poco.


Guardandoci come vorremmo o come non vorremmo affatto. 


Ricordandoci quanto vorremmo che ci guardassero. 


Che ci guardassero di nuovo, ancora, per la prima volta.


Sappiamo che esistono perché ci fanno rendere conto che esistiamo.


Non c’è posto migliore in cui cercarsi.


Posto migliore in cui specchiarsi.


Non c’è posto migliore in cui accertarsi di esistere,


non posto migliore per sapere di essere;



di essere Donna, di essere “bella”…



Dello sguardo di un Uomo.



Ancora, di nuovo, per sempre, infinitamente…



Grazie.

 

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Piccoli consigli salvavita e salvasesso per gli uomini che si affacciano al mondo degli incontri (secondo Veronica), attenti alle fregature !

 

  1. Sia santificato Google. Il web pullula di fregature, ma -per fortuna- ci fornisce anche degli strumenti utili ad evitarle. Anche nel mondo degli incontri vige la regola “se è troppo bello (a) per essere vero, probabilmente…vero non è. Non fatevi cogliere dall’impazienza, non lanciatevi sul telefono, ma prendetevi un paio di minuti per qualche semplice controllo (sarà sicuramente meno fastidioso che trovarsi davanti la nonna della splendida Venere che avevate pregustato in foto, o non trovarsi proprio niente e svuotandosi solo il portafogli.) Aprite quindi Google e digitate il numero di telefono della fanciulla suddetta (potreste trovare ad esempio svariati diversi annunci con diverse foto, ma stesso numero…in questo caso…alla larga!
    Utilizzate poi la Ricerca per Immagini di Googlevi basterà prelevare una foto (ma provatene più di un paio per sicurezza) per scoprire se la vostra Dea è davvero chi dice di essere o, al contrario, le foto appartengono ad una top-model d’oltreoceano.
    A tal proposito vi segnalo il sito recensioniaccompagnatrici.com dove vi invito a fare questa prova così come il sito di Bluelle (alias Stacy Sanchez, ex playette…Texana! )

  2. ATTENZIONE ALLE CAPARREQuella dell’acconto, o caparra non è per forza una richiesta sbagliata o indicativa di disonestà come alcuni forum sostengono. Anche noi dobbiamo tutelarci e anche dall’altra parte è pieno di fregature (non solo per voi uomini), io stessa le chiedo per gli spostamenti o magari se devo raggiungere in hotel fuori mano qualcuno che non ho mai incontrato, ma ci sono numerose truffe online con escort (fake) da capogiro, di gente disonesta e truffaldina che, non essendo in grado di guadagnarsi da vivere, circuisce gli altri e passa il proprio tempo intascandosi queste presunte caparre.
    Fate tutte le valutazioni del caso e non versate caparre ingenti senza avere l’assoluta certezza di trovarvi davanti chi davvero credete. Piuttosto bluffate voi stessi: chiedete alla presunta superescort dove si trova e fingete di essere proprio nella sua città e/o di poterla raggiungere, se nonostante ciò dovesse chiedervi un acconto stratosferico, molto probabilmente si tratta di una truffa (chi mai chiederebbe cifre spropositate per “fermare” un appuntamento nella città in cui già si trova?) In ogni caso la maggior parte delle ragazze serie chiede acconti ragionevoli, di certo non la metà dell’intero importo.

  3. Non fidatevi troppo delle recensioni. qui spiego molto bene perché.

  4. Personalmente, senza voler nulla togliere alle ragazze di queste categorie, vi consiglio di evitare “trombodromi” di vario tipo e in generale le ragazze che lavorano a ritmi serrati…infatti -per ovvi motivi- la qualità del rapporto e il coinvolgimento della ragazza sono (secondo me) inversamente proporzionali al numero di incontri che ha regolarmente. Evitate quindi questo genere se ciò che state cercando è un rapporto di qualità, gestito con passione e soprattutto con calma (una fitta lista di appuntamenti quotidiani, ça va sans dire, difficilmente si sposerà bene con un rapporto tranquillo ed esente da fretta,  pressioni o condito con una lunga e gradevole chiacchierata extra.

  5. ESCORT/NON ESCORT, PROF/NO PROF. La seconda questione è già stata da me affrontata in un altro postquindi mi concentrerò rapidamente sulla prima:la differenza sostanziale sta (oltre che nei rates) nel numero di rapporti, nell’esclusività, modalità e approccio negli incontri stessi. Anche se ormai la definizione è entrata a far parte del linguaggio comune e spesso si utilizza per definire qualsiasi ragazza, usualmente le escort fanno meno incontri delle ragazze che ricevono in appartamento (dette anche LOFT Girl), raramente ricevono e nel caso non nella casa in cui vivono, fanno pochi incontri selezionati, sono educate e di buona cultura, gradevoli anche come accompagnatrici appunto, a livello umano e conversativo .
    Ovviamente il mio consiglio è rivolto a chi cerca anche dialogo, social-time, un rapporto non solo fisico. Va da sè che chi invece ha priorità differenti dovrebbe prediligere altre categorie. Ognuna ha i suoi pro e i suoi contro e può essere, a secondo delle esigenze, migliore o peggiore.  È sempre bene, però, avere in chiaro ciò che si sta cercando, mettendo in preventivo che le ragazze più numericamente indaffarate potrebbero non privilegiare il lato umano ed essere più frettolose…e non sorprendersi se ciò accade perché è quasi inevitabile o quantomeno molto frequente.

  6. Chiarite i dettagli tecnici prima dell’incontro.E non mi riferisco solo all’obolo in questione, informatevi prima riguardo a ciò che la ragazza offre in termini di servizi, non abbiate timore di ripeterli ulteriormente prima di dare il via alle danze. State pagando un servizio ed è vostro assoluto diritto ricevere ciò che avete acquistato.

    Lasciate perdere le ragazze che lavorano ad optional, chiedendo via via (magari durante il rapporto, ORRORE!) ulteriori extra per offrire servizi extra. Il rapporto sarà sgradevole e assolutamente non passionale (chi mai tornerebbe da una ragazza che interrompe un momento di passione per ricominciare una trattativa che dovrebbe essere già stata chiarita ?)

  7. Non abbiate timore di chiedere, ma mantenete sempre un comportamento educato e rispettoso.

  8. Esigetelo anche. Per quanto la ragazza possa essere attraente, non c’è donna al mondo che abbia il diritto di usarvi e trattarvi come dei bancomat. Purtroppo sono la maggioranza (anche tra quelle che non fanno incontri). State alla larga da coloro che cercano di abusare della vostra disponibilità o che tramutano ogni singolo incontro in un monologo auto-commiseratorio. A prescindere dalla situazione in cui si trova la ragazza con cui interagite, non dimenticate che il suo compito è quello di FARVI STARE BENE,  Incentrare la conversazione sui propri problemi per tentare di far leva sulla vostra compassione ed estorcervi di più, per quanta tenerezza possa suscitare, sta venendo meno agli impliciti termini di questo tipo di rapporto.

  9. Triste a dirsi, ma state attentissimi alla vostra privacy così come ai vostri effetti personali. Vale lo stesso per le ragazze, ovviamente, ma fate sempre attenzione…non si sa mai chi potete incontrare.

  10. Siate chiari e diretti fin dal primo contatto, non state rimorchiando una ragazza su Tinder, scrivete subito quando e dove vorreste incontrare la ragazza, per quanto tempo e di quali servizi vorreste usufruire.

  11. D I V E R T I T E V I. State bene. Se non ve ne andate appagati, rilassati e con un sorriso a trentadue denti, non tornate e cercate di meglio. 😉

    Un bacio

    Veronica Franco.

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“Guida tu”

Quando “sto” con un uomo mi piace sentirmi completamente posseduta da lui.
 Posseduta e desiderata.  
Amo che il mio Lui prenda al mio posto quasi ogni decisione, con una devozione che nulla ha a che vedere con il triste zerbinare tipico delle donne innamorate, ma sempre in maniera erotica, sensuale, come un gioco.
Sesso.
Sesso fatto in quella maniera diversa, mentale, sottile che solo chi ama veramente questa raffinata arte è in grado di concepire, apprezzare ed esercitare.
Sesso che precede il sesso.
Non è possibile o quantomeno molto difficile passare il tempo con me in un modo che non sia scopare.
Anche se non si è nudi, anche se non si sta scopando.
Così quella sera, tra un messaggio hot e l’altro avevo reso il “mio” uomo partecipe della lunga preparazione cui mi stavo sottoponendo per lui.
Lo avevo dolcemente torturato permettendogli di scegliere -tramite foto e video- il vestito, le scarpe, gli accessori (un collarino d’oro, fine nella sua sottile ambiguità)..
Che avrei indossato per Lui.
Poi mi ero dedicata al trucco; il trucco sofisticato e curato, ma non pesante, 
il trucco da rovinare, quel trucco su cui più tardi avrebbe riversato il suo piacere.
 Il mascara che sarebbe colato, il rossetto che si sarebbe sbavato mentre -guardandolo negli occhi- mi sarei ingordamente cibata di lui, del suo cazzo.
 Il trucco su cui avrebbe eiaculato copiosamente, mentre io inginocchiata, obbediente, la lingua che sporgeva dalle labbra, avrei goduto di piacere riflesso.
Gli avevo permesso di curare, curarmi in ogni dettaglio. 
Crearmi, scegliere.
Fatta eccezione per l’intimo, di cui non avevo fatto menzione.

 Avevo fumato una sigaretta alla finestra, attendendo di vederlo arrivare poi, una volta scorta la sua auto, ero scesa. 
E salita.
 Mi aveva guardata per un istante breve e infinito.
Infinitamente effimero, come del resto -lo so- sono io e il mio “potere” poi mi aveva baciata sulle guance in segno di saluto.
 Le mie labbra dal suo viso erano scivolate sul collo, il mio olfatto si era inebriato di quel profumo delizioso, Terre d’Hermès, che mi piaceva tanto.
Avevo inspirato profondamente.
Poi mi ero inumidita le labbra e le avevo usate per sfiorare dolcemente il suo collo, la lingua per stuzzicare l’orecchio.
 Lui aveva messo in moto.
 Mentre continuavo ad annusarlo ed assaporarlo con ognuno dei miei sensi…
Mentre la mia mano già scorreva sui suoi pantaloni…
Anche la sua si faceva strada lungo le mie cosce.
Le avevo strette impercettibilmente per protrarre il momento in cui l’avrei sorpreso e poi le avevo nuovamente dischiuse.
La mia mano si era sovrapposta alla sua, guidandola.
Guidandola dolcemente in direzione del mio piacere.
 Alla scoperta della mia fica.

Laddove lui voleva, io volevo, entrambi desideravamo.

Laddove mi aveva trovata già bagnata e pronta, senza l’ostacolo delle mutandine.
 Aveva esternato un apprezzamento.
Un prevedibile apprezzamento che avevo tanto pregustato.
Impagabile nella sua prevedibilità.
 Quell’espressione che ogni uomo avrebbe avuto…
Impagabile nella sua unica irreplicabile scontatezza.

Assaporato.

Avevo assaporato anche quell’istante e poi avevo risposto con eguale (almeno per me) prevedibilità: mi ero scostata i capelli dal viso sistemandoli ordinatamente dietro le orecchie, mi ero chinata a sbottonare la patta dei pantaloni e mi ero accinta a prendere in bocca il suo cazzo delizioso mentre guidava, conscia che avrei suscitato in lui una sensazione unica e ambivalente, un raffinato gioco di equilibri tra la concentrazione necessaria per andare verso la nostra meta e quella adrenalinica e leggermente pericolosa, indispensabile invece per godere dell’edonismo dato dalla mia lingua e dalla mia bocca che si cimentavano nell’esplorazione del suo cazzo da me tanto anelato nei giorni e nelle ore precedenti il nostro incontro.